transtasi

“In un pomeriggio di fine estate, seduto in riva all’oceano, osservavo il moto delle onde e sentivo il ritmo del mio respiro, quando all’improvviso ebbi la consapevolezza che tutto intorno a me prendeva parte a una gigantesca danza cosmica. Essendo un fisico, sapevo che la sabbia, le rocce, l’acqua e l’aria che mi circondavano erano composte da molecole e da atomi in vibrazione, e che questi a loro volta erano costituiti da particelle che interagivano tra loro creando e distruggendo altre particelle. […] Sedendo su quella spiaggia, le mie esperienze precedenti presero vita; “vidi” scendere dallo spazio esterno cascate di energia, nelle quali si creavano e si distruggevano particelle con ritmi pulsanti; “vidi” gli atomi degli elementi e quelli del mio corpo partecipare a questa danza cosmica di energia; percepii il suo ritmo e ne “sentii” la musica; e in quel momento seppi che questa era la danza di Siva, il Dio dei Danzatori adorato dagli Indù.” Fritjof Capra, Il Tao della Fisica

Siva (adattato con grafia inglese in Shiva) è dio della danza e dei cambiamenti, archetipo di ciò che vive e muove, del rinnovamento continuo, della trasformazione che nasce dal cambiare gli equilibri e genera il salto evolutivo, la transtasi. In fisica, l’energia che si distrugge e si crea; nell’universo, la materia che si distrugge e si crea; dentro di noi, il passato che si distrugge per creare il nuovo. Tutto il nostro corpo, tutto l’universo in movimento, in quello che a me piace chiamare unperfetto equilibrio instabile”.

Tutto cambia e si trasforma, il movimento distrugge il vecchio per lasciare spazio al processo di creazione. Il fuoco brucia e rinasce un nuovo corpo più libero.

Transtasi è un termine poco conosciuto, probabilmente coniato da Rolando Toro, ideatore della biodanza.

Transtasi deriva da trans (attraverso, al di là) e stasis (stare, postura, stasi).

E’ il passaggio da un livello o stadio evolutivo ad un altro, è l’ascensione ad un nuovo livello di integrazione nella scala evolutiva.

Il nostro sviluppo, il nostro “processo di individuazione”, come direbbe Jung, progredisce attraverso processi di maturazione e differenziazione, di complessità crescente e di salti evolutivi chiamati, appunto, “transtasi”, attraverso i quali si realizza l’integrazione esistenziale. E’ un’improvvisa trasformazione interiore che accade quando noi mettiamo insieme, in coerenza come si usa dire, percezione, intelligenza astratta e affettività. E’ quello che, mutuando un termine della fisica, viene chiamato “salto quantico”.

La nostra evoluzione procede per passaggi, attraverso un salto evolutivo, da un livello di equilibrio omeostatico ad un nuovo livello di equilibrio, di omeostasi. L’omeostasi è la tendenza dei viventi a mantenere inalterate le proprie condizioni interne rispondendo alle perturbazioni provenienti dall’esterno, da un punto di vista fisiologico, ma anche ecologico. Ne è un esempio Gaia, la concezione dell’intero pianeta come un organismo che mantiene il proprio equilibrio.

Quando questa omeostasi rischia di diventare una confort zone, è necessario un nuovo salto. Lo stesso accade nell’universo, in cui la vita è in continua evoluzione, una continua alternanza di stati di trasformazione e stabilizzazione delle condizioni a cui è arrivata. E’ una tendenza naturale di tutti gli esseri viventi, quella di raggiungere un equilibrio, una stabilità, acquisire l’omeostasi. Il nostro valore è il nostro coraggio di trasformare quello che non ci è più utile, di abbandonare le zone di confort, cambiando le forme di equilibrio. La vita ci mette a confronto continuamente con diversi stimoli, e di fronte a questi stimoli noi abbiamo due possibilità: uno è ignorarli e rimanere nel nostro guscio, nella nostra omeostasi, l’altra è di accoglierli, incorporarli, fare un salto e dare origine a quella che sarà una nuova omeostasi. E’ una continua pulsazione tra transtasi e omeostasi. Nella vita di ciascuno di noi. Come disse il Mahatma Gandhi: “Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.”

No Comments

Post a Comment